Gli eroi della patria

operaio

Anonimo eroe italiano

In questi giorni fra tg, speciali, porta a porta, fictions a tema e tutto il resto dell’immondezzaio scaricato sul tubo catodico, siamo bombardati dai racconti riguardanti l’attacco che ha causato la morte di sei soldati italiani in Afghanistan.

Per rimanere sul locale, addirittura anche il comune di Marsciano ha indetto nei giorni scorsi un consiglio comunale sulle ultime vicende Afgane. Che cazzo ci dirà poi un consiglio comunale… bah! … non sarà meglio pensare a come è finita a Bettona e cercare consensi condivisi per porre rimedio a 20 anni di gestione merdesca di Olmeto? Al consiglio comunale la maggioranza piddina e brothers ha  ribadito e votata la bontà della missione di pacificazione in Afghanistan… fra l’altro tale dichiarazione è stata votata anche da un consigliere di maggioranza s&l… uno di quelli che aveva sempre espresso ben altre vedute solo qualche decina di mesi fa…. che tristezza!

Nella RPMN si rispetta chi lavora… e fare il soldato è un lavoro. E’ anche vero però che avevano scelto loro di andare volontariamente in Afghanistan, per l’onore o per i 15 000 euro al mese non ha importanza, e sapevano che in guerra si muore.

In questo paese anche chi va a tirar su un innocuo fondello sa di rischiare la propria vita ogni giorno. Chiunque potrebbe essere uno dei quattro che ogni giorno crepano lavorando, nella più totale indifferenza degli organi di (dis)informazione.

Solo loro i veri eroi d’Italia. Poveri cristi che rischiano di schiattare senza il bisogno di partire per l’Afghanistan, il cui unico onore è mantenere i propri cari con meno 1000 euro al mese. Eccola qua una lista di eroi:  i caduti sul lavoro nel 2009 in Italia. Altro che Iraq e Afghanistan. Provate ad arrivare in fondo se ci riuscite

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16 Risposte to “Gli eroi della patria”

  1. Federico Santi Says:

    vomitevole ipocrisia patriottarda………
    sarà più tranquillo Obama adesso che il consiglio comunale di marsciano ha espresso la sua e che, soprattutto, Rosi non è più pacifista!!!

  2. cristian mattioli Says:

    Adesso basta Santi
    ancora a riempirsi la bocca con parole vetuste come pacifismo.
    solo i reduci ottocenteschi del regime di PeongYang non riescono ad apprezzare il valore salvifico e redentorio dei bombardamenti all’uranio impoverito, per non parlare della tua volgare ottusità pargolofoga tipica dei carri armati sovietici in Ungheria quando trascuri il valore commerciale delle immagini strappalacrime di un bimbo mutilato da una mina. magari negro.
    riesci ad immaginare quanto possa valere uno spot durante un servizio che mostra immagini del genere ? oppure la tua ottusità ideologica ed egulitaria ti spinge ancora a bloccare il progresso e lo sviluppo del commercio mediatico. così mi abbassi il PIL di mezzo punto!
    e basta di prendersela col povero Rosi. che non stanco di aver fondato, a Marsciano, Rifondazione, comunisti italiani, sinistra democratica, Sinistra e libertà, la società numismatica e l’Impero Klingoln, ora allieta i nostri pomeriggi al cristal narrandoci le gesta belliche dei nostri eroi in divisa. finalmente anche lui folgorato dalla Folgore e riabilitato dai bagordi di anni di abietto bolscevismo in soli pochi mesi di detenzione in un campo di rieducazione craxiana. ancora un grazie al Feldmaresciallo Bertini.

  3. Caro soviet,
    come sempre hai la mia stima,
    anche se la vedo diversamente su un punto.

    Il soldato non è un lavoro come un altro.
    Credo che se sei una brava persona fare il soldato è la scelta più studida che puoi fare; fai il lavoro di assassino statale, per proteggere gli averi dei padroni del mondo.

    Dei 10 cittadini (tra cui donne e bambini) afghani morti ammazzati lo stesso giorno non ha parlato nessuno chiaramente.

  4. @ Federico e Cristian:
    raga nel descrivere in modo veritiero i fatti me fate crepa.
    Fiero di essere un vetusto reduce ottocentesco del regime di PeongYang.
    quando ho letto fondatore dell’impero Klingoln ho pianto mezz’ora.

    @ Camicione:
    le poche volte che ho apprezzato il loro lavoro è quando sono stati utilizzati durante le calamità naturali, e non intendo quando hanno fatto le belle statuine sui blindati al centro di Roma per il problema “sicurezza”.

    Dei 10 bambini e donne afgani morti quel giorno chi se ne frega… succede tutti i giorni che vengono smitragliati dai nostri missionari di pace.

  5. Mi dispiace essere così stronza..sinceramente me ne sbatto di questi morti..forse ne servirebbero altri per farci capire che sarebbe ora di smetterla con queste missioni di “pace”..per non parlare di quanti soldi ci spendiamo..tutti quei soldi potrebbero essere usati come ammortizzatori sociali, soprattutto durante questo periodi di crisi economica nera..

  6. Ecco gli eroi della patria. I veri eroi della patria che fanno sacrifici anche per guadagnarsi 1000 o meno euro al mese e si fanno il culo ma noi continuiamo a piangere e fare lutti nazionali per dei militari dal saluto romano che nelle “missioni di pace(??)” guadagnano più di un operaio.
    Che tristezza….

  7. Roberto Bizzarri Says:

    Premetto che non ho seguito il dibattito, magari dico sciocchezze, ma non entro nel merito. Che il Consiglio Comunale di Marsciano (e non è la prima volta) ogni tanto allarghi il proprio orizzonte lo trovo un fatto positivo. Soprattutto, è la cartina al tornasole dello spessore politico e soprattutto morale dei consiglieri: quelli che siedono lì solo per assecondare altrui ambizioni, dovendo pensare in proprio almeno una volta, senza ordini di scuderia hanno senz’altro le idee confuse….Il buon Rosi ne è un esempio.
    Basta solo riportare fedelmente le affermazioni di ciascuno perchè il cittadino pensante abbia lo strumento per capire a chi si è affidato. Purtroppo, pensare non è più di moda….
    Nel merito, penso che sarebbe ora di capire cosa stanno a fare i nostri soldati, visto che anche Obama sta ripensando le scelte del suo predecessore: solo i nostri politici credono ancora alla favola della missione di pace!
    Infine , concordo con gli ultimi commenti: un soldato volontario conosce i rischi del mestiere ed è pagato di più proprio in base a tali rischi. Eroico è riuscire a sopravvivere con uno stipendio da fame, spesso senza sapere a quali rischi si va incontro nel proprio “normale” lavoro…

  8. stasera, panicale, consiglio comunale, apertura seduta, minuto di raccoglimento … attenzione attenzione… “per tutte le vittime della guerra in Afghanistan” secondo qualcuno non s’è accorto che stava a fà e non parlo della maggioranza

  9. correzione
    secondo me qualcuno non s’è accorto che stava a fà e non parlo della maggioranza

  10. Questi comuni (quello di Marsciano, e mi ricordo anche altri verso il Trasimeno) facevano finta di sostenere il movimento della pace quando era alla sua massima potenza, attaccando le bandiere arcobaleno dai loro palazzi e dalle sedi dei loro partiti.
    Marsciano e G1anfranc0 organizzarono anche il bus per la mega manifestazione contro l`invasione dell`Iraq a Roma(mi pare nel 2003).
    Per questo partito e questa gente non ci sono più parole.

  11. Mauro Maccioni Says:

    Dai che una c’è… m . . . a!!😉 i ogni caso, seppur cosa turpe, secondo me è il meno che potevano fare le vaire municipalità; nel senso che è un tema cavalcato da sempre quello di predicare pacifismi per tener buona l’opinione pubblica e poi sostenere, come partito e\o come governo, guerre di importanza strategica per la geopolitica degli stati occidentali. in questo senso è la prima cosa che mi aspetto dai politici, quindi mi “stupisce di meno” (ovviamente è schifosa come cosa, ma tanto… se pensate che, più o meno indirettamente, queste guerre favorscono anche tutta la cittadinanza, a favore o non delle stesse, per via di posizioni privilegiate contro la guerra ai “terroristi” o per lo smercio del petrolio o quant’altro, nessuno di noi può dichiararsi innocente e ne può fare molto per impedirlo; il mondo gira così e così girerà finché esiste la politica, per definizione, purtroppo).

  12. cristian mattioli Says:

    e no maccioni nn’è mica vero!
    le guerre semicoloniali come questa favoriscono solamente quegli individui che nella società occidentale riescono ad approfittare di questa situazione e specularci sopra. parlo di ricostruttori e contractors, petrolieri e società di import export, non tralasciando la potente lobby dei cassamortari.
    per esempio durante le fasi iniziali dell’invasione il prezzo del petrolio schizza oltre i 90 dollari di conseguenza i carburanti si pagano cari come le mignotte d’alto bordo; poi il controllo del territorio occupato consente agli ‘alleati’ di controllare i prezzi alla fonte senza incidere su quelli alla pompa. io e te ce guadagnamo? me pare de no, ammeno che tu non faccia il petroliere o il raffinatore ( nel qua caso ti faremo oggetto di rapina nei prossimi giorni, causa autofinanziamento dell’opposizione).
    poi non sopporto chi dice che tanto il mondo è così e non ci si puo fare niente! eccheccazzo! ci proviamo da millenni a cambiare le cose. spesso ci fottono. ma ogni tanto je la facciamo pagare, la storia è piena di esempi anche contemporanei ( pensa ai successi dei popoli sudamericani dopo secoli di sopraffazioni e stermini). e quando succede solo vedere la faccia esterrefatta di lorsignori ti ripaga di sforzi e umiliazioni.
    animo Maccio’ che ogni tanto si vince anche noi designati alla sconfittà. nel frattempo li facemo diventare matti per salvare faccia e potere.

  13. cristian mattioli Says:

    tursoli ne ho conosciuti ma come la minoranza piddina e fascittella de panicale pochi. ma je l’avete detto dopo, che hanno commemorato anche le vittime talebane? pori freghi!

  14. camicione Says:

    Invece io sono d`accordo con Mauro su questo punto.
    Noi, in quanto cittadini del Nord del mondo, beneficiamo di questo sistema, seppure in maniera marginale e meno diretta della classe dei politicanti, petrolieri, banchieri e imprenditori edilizi.
    Il mondo è (a grandissime linee) diviso in tre classi: quelli nominati sopra (che non arrivano neanche all`1% della popolazione mondiale), noi europei e americani che siamo la classe media (circa il 20%) e i poveri (restante 80%), senza i quali le nostre ricchezze e privilegi sarebbero insostenibili.
    È la stessa suddivisione che fece Carletto Marx, l`unica differenza sta nel contestualizzarla a livello planetario invece che europeo o nazionale.
    Credo che la mossa azzeccata dei capitalisti, con l`inizio delle ribellioni delle classi povere in Europa e U.s.A., sia stato di allargare la classe media nei propri confini e cominciare a sfruttare il resto del mondo.

  15. Mauro Maccioni Says:

    infatti è proprio ciò che intendo camicone!! per rispondere a Mattioli, non è che denigro le lotte e i tentaivi di cambiamento, dico solo che , in questo caso specifico, non è questione di lotte. l’unico modo efficace per fermare l’avanzata di petrolieri e delle lobby e quant’altro citi e non citi è quella di smettere di usare mezzi pubblici, auto, vestirsi, accendere la luce, usare tutto ciò che consuma corrente (compresi i pc che fanno informazione e che usiamo per darne) e non mi viene in menta altro; bisognerebbe vivere come il vecchio Diogene, ma questo è assolutamente impossibile, se non altro per questioni di abitudini. (prova a mettere un leone nato ed allevato in cattività di botto nella savana, senz aabituarlo e verrà mangiato dalle zebre).
    in definitiva ci troviamo di fronte ad un problema che non è esterno ma interno alla questione: per quanto uno si ribella, parla e scalpita, nel caso descritto sopra non potrà risolvere il problema, perché lui stesso è il problema, o una sua aparte per meglio dire. ripeti il tutto per ogni abitante occidentale ed avrai che certe dinamiche rimarranno finché noi stessi (io, te e tanti altri) eistiamo sul pianeta e finché faremo figli e così via.

  16. Federico Santi Says:

    Sabato 3 ottobre, oltre alla manifestazione giusta e legittima di piazza del popolo per la libertà d’informazione, si è svolta un’importantissima manifestazione dei precari della scuola che si è trasformata ben presto in una strana odissea.
    Il coordinamento dei precari della scuola, nato unendo tutte le sigle che si erano via via formate a difesa della scuola pubblica e contro la macelleria sociale di Maria Stella Tremonti, aveva indetto sin dalla sua nascita a Luglio una manifestazione nazionale contro il precariato scolastico e a difesa della scuola pubblica proprio in data 3 ottobre.
    In seguito alle funeste notizie di morte dei militari italiani e di numerosi civili afghani, con una decisione che resta abbastanza incomprensibile, la manifestazione indetta dalla federazione nazionale della stampa a difesa della libertà d’informazione è stata spostata proprio in questa data togliendo, così, qualunque possibilità di visibilità a questa importantissima battaglia che migliaia d’insegnanti, precari e non, sta tenacemente combattendo nell’indifferenza totale dei mezzi d’informazione.
    Da qui è nata, tra l’altro, una spaccatura all’interno del coordinamento tra chi pensava che fosse necessario passare a piazza del popolo, attirando così un minimo di attenzione della stampa sull’evento inserendo un relatore dal palco, e chi sosteneva che, essendo quella una piazza fortemente caratterizzata a livello politico, si dovesse tirare dritto con il corteo fino al ministero rivendicando la propria autonomia e dando, così, modo ai tanti precari del sud di poter tornare ai treni in un orario utile.
    La conclusione è stata che un folto gruppo di precari ha presidiato il ministero dal primo pomeriggio e che il corteo, composto da almeno 20000 insegnanti, con tenacia straordinaria, è arrivato a destinazione alle 20 nonostante il percorso seguito non avesse nulla da invidiare ai corsi di addestramento alla sopravvivenza dei corpi speciali israeliani.
    Prima siamo stati bloccati per quasi due ore a piazza del popolo perché, casualmente, sulla strada che dovevamo utilizzare erano bellamente parcheggiate, alla rinfusa, alcune macchine; poi siamo stati fermati subito dopo dalle forze dell’ordine per non meglio precisati problemi di autorizzazione e, infine, siamo stati accompagnati, come una massa di reietti in quarantena, letteralmente sugli argini del Tevere, nascosti da tutti, tra fango e sporcizia.
    Eroicamente siamo comunque infine giunti a destinazione dove, anche simbolicamente, ci siamo riuniti ai colleghi del presidio.
    Risultato: non un giornale, non una televisione ha mostrato immagini del presidio, non un giornale, non una televisione ha mostrato immagini del corteo, nonostante tutto partecipatissimo e autoironico.
    In sintesi siamo costretti a chiederci quale sia la libertà di informare che giustamente viene reclamata.
    Esimi professionisti e alacri cacciatori di notizie pensano che non sarebbe stato un gran bel servizio quello che avesse ripreso centinaia di rispettabili professori di tutte le età costretti a passeggiare per chilometri sul lungo Tevere.
    Oppure è stata la giusta via crucis per i miscredenti che hanno osato lasciare la piazza in cui si consumava la rivendicazione del diritto al gossip e all’omicidio dell’informazione!

    Federico Santi
    Insegnante precario
    Responsabile Lavoro Segreteria Provinciale Prc Perugia

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