Il Carcere di Capanne… la Bastiglia de noaltre

Fonte: Foto carcere autorealizzata, dipinto della Bastiglia espropriato da qui.

Utilizzato fin dai primi anni ’90 come sede di numerose sedute del processo per collusione mafiosa contro il “gobbo” – Giulio Andreotti – quando ancora non era stato ultimato per accogliere detenuti, il “Supercarcere” di Capanne è da sempre un’oscura ed ingombrante presenza nel territorio della RPMN.

Passondoci davanti in macchina, specialmente di notte quando è illuminato a giorno, questo ammasso simmetrico di spessi muri di cemento armato, attira inevitabilmente lo sguardo. Un’oscura fortezza isolata nella stupenda e selvaggia campagna umbra.

Lontano si e no 5 km in linea d’aria dalla sede del Soviet Supremo della RPMN, il carcere di capanne è di frequente nei nostri pensieri e discorsi. Quasi rappresentasse una simbolica Bastiglia alle porte della RPMN.

Leggendaria resta la fuga di Ilir Paja. Il trentatrenne albanese che è riuscito ad evadere da questo carcere di massima sicurezza con apparente estrema facilità. Stupefacente innanzitutto aver superato un muro di cinta alto una ventina di metri ed almeno altre tre recinzioni perimetrali, alcune alte sette-otto metri senza incontrare resistenza (Nds sarà un caso ma proprio nel momento della fuga c’era la partenza di un GP di formula1). Capace di proseguire la fuga scalzo con alle calcagne nugoli di pattuglie ed elicotteri fino a far perdere le proprie tracce. Alla faccia di Rambo (Nds: Paja fu arrestato solo diversi mesi dopo a Milano, dopo essersi lasciato dietro una scia di sangue; dopidiché, fingendo un malore è riuscito a fuggire da un’ambulanza colpendo a testate i secondini. Da allora ha fatto definitivamente perdere le proprie tracce).

Il carcere non è stato però testimone solo di eventi roccamboleschi senza spargimenti di sangue, da ricordare con un sorriso e una battuta.

Altre volte è stato il luogo di morti sospette e carcerazioni arbitrarie degne di un regime.

Almeno due sono state le morti sospette al suo interno. Una è quella di un detenuto straniero, deceduto dopo un intervento chirurgico alle emorroidi… per mancanza di assistenza notturna.

La seconda quella di Aldo Bianzino, accorsa proprio un anno fa.

Aldo Bianzino era un falegname cinquantatreenne di Pietralunga, arrestato per il possesso di due piantine di marijuana, cresciute per uso personale. Condotto in carcere in perfetta salute, e ritrovato morto in cella l’indomani mattina.

Il referto medico parla di un corpo apparentemente intatto all’esterno ma interessato da gravissimi traumi e fratture al suo interno: «lesioni compatibili con l’omicidio» dice l’autopsia, che rivela quattro commozioni cerebrali, fegato e milza spappolati, due costole rotte.

Proprio ieri il Gip del tribunale di Perugia ha rifiutato la proposta di archiviazione dei PM, secondo i quali sarebbe stato un aneurisma la causa della morte di Aldo Bianzino, disponendo nuovi accertamenti ed un nuovo esame medico legale. (per tenervi aggiornati andate qui)

C’è poi la storia di 5 ragazzi spoletini: Fabrizio, Dario, Damiano, Michele e Andrea qui incarcerati dopo la farsesca “Operazione Brushwood” dei carabinieri.

Pochi si ricordano del caso di questi ragazzi di Spoleto (4 appena ventenni), arrestati il 23 ottobre 2007 con un’operazione in grande stile che ha visto l’impiego di 4 elicotteri e 108 teste di “cuoio” dei ROS.

Neanche fossero 5 cloni di Bin Laden.

L’accusa mossa ai ragazzi è l’organizzazione di una “cellula terroristica anarco insurrezionalista” ed a loro si addebita anche l’invio di una busta con proiettili alla presidentessa regionale lorenzetti, (prontamente accorsa subito dopo l’arresto alla caserma dei carabinieri a congratularsi prima di sincerarsi se gli arrestati fossero o no colpevoli).

Ad oggi gli unici fatti accertati a carico dei 5 ragazzi sono stati alcune scritte sui muri e un atto vandalico.

Le roboanti accuse e teoremi non hanno ancora avuto nessun riscontro. Nessuno. Ma ancora oggi 4 ragazzi sono ai domiciliari (Andrea di Nucci è stato liberato da circa un mese), ed uno – Michele Fabiani – è ancora in carcere.

Il generale dei Ros Giampaolo Ganzerrinviato a giudizio per “fattarelli” non secondari (leggi qui, qui e qui)– di fronte all’assoluta inconsistenza delle accuse di organizzazione terroristica, ha cercato di giustificare l’azione faraonica e la detenzione ad altissima vigilanza in isolamento (come se fossero dei capi mafiosi) con le seguenti parole:

“Pur non essendoci ipotesi concrete sugli obiettivi del gruppo, non era certo difficile prevedere l’innalzamento del livello di scontro. La cellula umbra, già strutturata, era in fase di crescita e l’apparente spontaneismo rientrava all’interno di una progettualità più ampia”.

Il concetto di guerra preventiva si allarga a quello di “carcerazione preventiva”… si incarcera prima che un fatto si verifichi; alla faccia del film di fantascienza (nei paesi civili fantascienza… da noi realtà) “Minority Report”, in cui in un futuro ipotetico la polizia del futuro si serve di tre fratelli gemelli veggenti, che sotto il perenne effetto di stupefacenti, prevedevano il verificarsi di omicidi.

Questo tipo di arresto preventivo è giustificato agli articoli 270 e 270 bis e ter del codice penale: associazione sovversiva senza o con finalità di terrorismo, istituito dal codice Rocco durante il ventennio fascista per sbarazzarsi degli avversari politici.
(Per saperne di più sulla faccenda andate qui).

E i nostri media cosa fanno? il loro interesse per il carcere di Capanne è costantemente catturato dalle immagini che riguardano il caso dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher; le sfilate di Amanda Knox, la studentessa americana e le sue stravaganti avventure sessuali, dell’informatico Sollecito “solletico”, rampollio di una famiglia di massoni, e del perugino di adozione Rudi Guede. Sesso e trasgressione fanno indubbiamente più audience di un falegname morto in carcere e di 5 ragazzi arrestati senza alcuna prova concreta.

LIBERTA’ per MICHELE! VERITA’ per ALDO!

RPMN… a pugno chiuso contro ogni Bastiglia ed ogni oppressione da regime!

*leggi il disclaimer nella colonna destra della home prima di lasciare commenti

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2 Risposte to “Il Carcere di Capanne… la Bastiglia de noaltre”

  1. For anyone who is interested in the facts behind the media spin, and who cares to learn more about the victim of this terrible murder – Meredith Kercher – there is an excellent discussion board

    http://perugiamurderfile.freeforums.org/index.php

    as well as an interesting blog

    http://truejustice.org/ee/index.php

    These online resources are not for profit. Anyone can read and/or participate and people from around the world do. They have followed this case since last November, and are in no way related to Amanda Knox. Nor are they her friends

    • Hi harryrag,
      Indeed, this post was not exactly about the murder of Meredith Kercher, but precisely about the victims of the italian police in Capanne Jail (in which are also confined Amanda Knox and Sollecito), that unfortunately do not obtain the minimum Media’s attention in respect of this sexual murder.

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