Nasce il primo Gruppo di Acquisto Popolare nelle terre marscianesi

In parallelo alla profonda crisi finanziaria in cui versa la nostra economia della crescita –  figlia della speculazione selvaggia di pochi a danno di molti – Con i nostri banchieri e imprenditori che, scoprendosi improvvisamente “comunisti”, si riempono la bocca con parole come “Socializzazione delle perdite“, “aiuto di stato alle banche”  siamo lieti di annunciare che nel territorio di Marsciano è sorto il primo Gruppo di Acquisto Popolare.

Il fine principale di questa organizzazione spontanea, che riunisce forze produttive e di consumo locali è l’abbattimento dei costi dei principali alimenti nonché di garantire il rifornimento di prodotti locali, aKM ZERO” (o quasi), nelle tavole delle famiglie marscianesi.

Per il momento sono circa una trentina le famiglie e attività produttive aderenti. I prodotti disponibili sono la maggior parte dei prodotti alimentari (ad esclusione, per ora, della carne), e molti altri come ad esempio i pellets (combustibile per stufe a pellets).

Il gruppo è autogestito per contenere al massimo qualsiasi costo di gestione. Per ora si è alla ricerca di un magazzino ove raccogliere le derrate per lo smistamento, nella speranza che possa essere concesso dall’Amministrazione comunale.

Non mancheranno ulteriori e più dettagliate informazioni sull’argomento. Per sapere come unirsi al gruppo di acquisto potete chiedere informazioni in questo blog lasciando le vostre domande. Il Soviet si mobiliterà per fornirvi una rapida risposta.

E’ proprio nei momenti di crisi del capitalismo che ci si offrono possibilità di cambiamento, in bene o in male.

Concordo in parte con quanto affermato da Franco Berardi Bifo nel suo articolo di oggi su Liberazione (che ho letto ed espropriato qui dal sito della compagna Baruda) in cui si commentava la crisi finanziaria e le sue possibili implicazioni, negative ma anche positive, per noi occidentali:

“… La ricchezza non è la massa di cose di cui disponiamo, la ricchezza è il modo in cui viviamo il tempo, è il rapporto di solidarietà che sappiamo avere tra noi. Come i gigli nei campi e come gli uccelli nel cielo anche noi umani possiamo vivere di poco, di molto poco. Dovremo imparare a vivere del poco indispensabile, perché altrimenti finiremo tutti malissimo. Non sarà facile impararlo e ancor più difficile sarà insegnarlo a tutti gli occidentali. Ma impareranno, con le buone o con le cattive.
Noi vediamo oggi, grazie alla catastrofe, che il capitalismo non è eterno e non è naturale, che l’economia della crescita non è la migliore organizzazione della vita sociale. Quel che dobbiamo fare è comunicarlo. Senza ansia, senza rabbia, senza arroganza.
Molte cose scompariranno nei prossimi mesi, molti moriranno di fame e molti di violenza e di guerra. E’ bene saperlo, è bene prepararsi. E’ bene preparare quelli che ci stanno intorno. Ma nulla di ciò che sta sulla terra è eterno, neppure le nostre vite, i nostri giornali, i nostri partiti. La sola cosa che non deve estinguersi è la capacità di capire. Comprendere, comprendere, e trasformare.”

Avanti verso un economia di guerriglia che spezzi la schiavitù dalla grande distribuzione e dal modello senza futuro della economia dei consumi e della crescita!

*leggi il disclaimer nella colonna destra della home prima di lasciare commenti

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