Alla faccia della Mano invisibile

Continuano gli sviluppi di quella che è stata soprannominata “la tempesta perfetta” dei mercati finanziari.

Dopo il fallimento di Lehman Brothers – il più grande nella storia delle bancarotte mondiali ed il rischio anche per il colosso assicurativo Aig, che di fatto passa sotto il controllo del Governo usano, oggi è fallita pure Americabank, facendo salire a 12 il numero della banche fallite negli Usa nel solo 2008.

Per conto dell’amministrazione Bush, Hank Paulson – ministro del Tesoro – ha annunciato ieri il piano di emergenza per parare il culo, fra gli altri istituti bancari anche alla sua Goldman Sachs, colosso bancario di cui è stato l’amministratore.

Il governo ha espresso la volontà di mettere a disposizione un fondo di circa 1000 miliardi di dollari (centinaio di miliardi di $ in più o meno) per sostenere i “debiti tossici” accumulati dai maghi della finanza mondiale – rappresentati dai titoli (compresi i mutui sub prime) che nessuno vuole più acquistare – e la crisi delle società di garanzia dei fondi del mercato immobiliare Fannie Mae e Freddie Mac.

Uno esborso che tanto per capirci ammonta a circa 10 volte il piano Marshall.

Ma come… un intervento del genere una volta non lo chiamavano Comunismo?

La “mano invisibile” che fine ha fatto? E’ un discorso che vale solo quando giustifica l’arricchimento di poche tasche a danno di tanti?

L’annuncio del piano ha ridato “euforia ai mercati”, che ieri ed oggi hanno registrato aumenti a due cifre nelle piazze affari di tutti i continenti.

Intanto però il debito pubblico degli States si “gonfia come una ciola” [nds: detto della RPMN “si gonfia come un rospo) passando in un sol colpo da 9.500 a circa 15.000 miliardi di dollari raggiungendo quindi la parità con il Pil statunitense (in proporzione agli stessi livelli italiani tanto per capirci).

Manco a dirlo, a pagare questo piano di salvataggio del mondo della finanza saranno i soliti risparmiatori. Quelli usani con i loro fondi pensione e fondi d’investimento e, data la globalizzazione finanziaria, anche quelli degli altri continenti.

Il capitalismo ha dimostrato ancora una volta le sue notevoli capacità di rigenerazione per poter garantire lo stile di vita dei popoli occidentali e, soprattutto, il portafoglio dei suoi maghi della finanza, sempre pronti ad arricchirsi con speculazioni sulle spalle dei risparmiatori nei momenti di crescita, così come su quelle dei paesi in via di sviluppo, ma alquanto restii a pagare il conto durante recessioni come queste.

Ma – come faceva notare un certo Karl Marx – è anche vero che le crisi finanziarie stanno dimostrandosi sempre più imponenti e difficili da controllare. Inoltre si devono ancora attendere i cospicui e inevitabili effetti che si manifesteranno sull’economia reale usa e mondiale.

Nel frattempo una lezione di reale politica di emergenza (per la popolazione e non per i banchieri) ai “paesi sviluppati” viene dall’ “illiberale” Cuba.

Secondo le prime stime dopo il passaggio dei uragani Ike e Gustav, uno fra i più potenzialmente disastrosi fenomeni naturali mai registrato (leggi meglio qui per capire la portata del disastro), la distruzione ha causato la morte di 7 persone e circa 5 miliardi di dollari in danni materiali.

Questo paese è riuscito ad coordinare l’assistenza di tre milioni e duecento mila persone, vale a dire un quarto della popolazione dell’isola (con l’evacuazione di 500.000 persone che hanno perso la casa), mobilitando solo 87.000 addetti della Protezione Civile.

Se vi ricordate, proprio come fece il governo Bush a New Orleans durante il passaggio di Katrina.

Nella Repubblica Popolare Marsciano Nord, oltre a non esistere i tassisti, non esistono neanche gli intermediari finanziari!

*leggi il disclaimer nella colonna destra della home prima di lasciare commenti

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Una Risposta to “Alla faccia della Mano invisibile”

  1. Le banche comandano sugli stati.

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