OSSEZIA… un Kossovo rovesciato

L’Ossezia del Sud, Repubblica caucasica (di fatto indipendente dal 1992) sconosciuta ai più, è l’ennesimo esempio dei “due pesi e due misure” della politica estera a stelle e strisce, nonché della partita a Risiko tra Usa e la Russia di Putin.

Se all’azione militare di Milosevic in Kossovo si gridava alla “pulizia etnica” e “crimini contro l’umanità”, all’attacco militare del presidente georgiano Mikheil Saakashvili – che nelle prime ore aveva già causato la morte di 1400 civili – si sostengono le “ragioni di integrità territoriale” di un’area che il governo georgiano non controlla più da almeno 16 anni.

Al contempo se i bombardamenti Usa in Serbia venivano denominati “intervento umanitario”, i bombardamenti russi in Georgia vengono invece chiamati “aggressione ingiustificata”.

Ma cerchiamo di farci un quadro della polveriera caucasica, che molto raramente giunge alle nostre orecchie occidentali infarcite di prosciutto.

Gli Osseti sono un popolo con cultura e lingua proprie, diverse da quelle georgiane. Discendenti dal popolo degli Alani (la denominazione degli alani in georgiano è appunto “Osseta”) che tra VIII° e IX° fondo il proprio regno in queste terre. Regno invaso dalle armate mongole nel XIII° secolo e successivamente assorbito in quello di Georgia.

Dopo la nascita dell’U.R.S.S. venne riconosciuta l’indipendenza della Repubblica di Ossezia del Nord e lo status di Provincia autonoma all’Ossezia del Sud nella Repubblica Georgiana.

Facendo un bel salto di decenni, in cui il tempo aumenta l’odio tra i due popoli, il 10 novembre 1989 il Soviet Supremo dell’Ossezia del Sud decide la secessione dalla Georgia per riunificarsi con l’Ossezia del Nord. In risposta nazionalisti georgiani marciano su Tskhinvali, ma vengono respinti da una guarnigione sovietica.

Dopo la secessione della Georgia dall’URSS nel 1991, inizia l’escalation del conflitto con violenze da ambo i fronti. I russi intervengono a sostegno degli osseti e, nel 1992, dopo un golpe sostenuto dai russi, il presidente georgiano Zviad Gamsakhurdia viene sostituito da Eduard Shevardnadze.

Così dopo 3000 morti, si concorda un cessate il fuoco tra le parti con un indipendenza di fatto, ma non riconosciuta dall’occidente, dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia e l’interposizione di una forza di peace-keeping mista russo-georgiano-osseta che controlla l’armistizio.

Nel 2003, con la Rivoluzione delle Rose in Georgia organizzata e foraggiata dagli States, Shevardnadze lascia il suo posto all’attuale presidente Mikheil Saakashvili, avvocato formato ed educato a New York.

Da allora il fragile equilibrio si spezza e ricomincia un conflitto silenzioso, con l’appoggio dell’OCSE al progetto di “unificazione” della Georgia, che nel frattempo attua un poderoso programma di armamento appoggiato dagli yankees.

Nel maggio 2007, come fase successiva dei suoi “progetti di pace”, il Presidente georgiano Saakashvili organizza, nelle aree ossete sotto il controllo georgiano, l’elezione di un governo fantoccio per l’Ossezia del Sud.

L’anno che precede la data attuale è contraddistinto da una guerra strisciante provocata da ambo le parti, magari con una maggiore parte di responsabilità da parte georgiana, in cui si innesta la pesante presenza russa.

Si giunge così all’8 Agosto in cui la Georgia decide di effettuare un attacco militare in grande stile, ma oltre che scontrarsi con la resistenza osseta si trova di fronte anche le forze di peace-keeping russe (presenti dal 1992). (Per una chiara ed obiettiva ricostruzione della “faccenda” Osseta andate qui)

Nonostante Putin appaia in questo caso il campione delle giuste pretese indipendentiste del popolo osseto – in verità l’abbiamo già potuta vedere in Cecenia la sua considerazione per il principio di indipendenza dei popoli – la situazione rientra nella più estesa partita a Risiko tra Usa e Russia, che continuano come durante la guerra fredda, anzi forse con maggiore calore, a bombardare e scannare chiunque trovino lungo la strada dei loro rispettivi imperi.

Vergognosa in questi giorni è la propaganda Hollywoodiana dei media occidentali, con i loro “preziosi” documenti dei bombardamenti russi in Georgia.

Ecco ad esempio le foto più utilizzate, con gli stessi “morti” che si spostano e vengono fotografati in posti diversi, e sopravvissuti che cambiano di abito e location. Proprio come era già successo in Kossovo, sempre ad opera dei “Reporter” di guerra occidentali.

Ecco le foto, a voi giudicare!

Un ferito ed un corpo senza vita, osservate gli indumenti di quello che sembra un cadavere.

Nella seconda foto il cadavere, notate la stessa camicia, calzoni e scarpe, spostato in un altro scenario pianto da un’altro uomo.

Nella terza foto notate ora l’uomo che piangeva nella seconda… ma dopo un cambio di vestiti.

Ecco qua il link ad un’interessante articolo sull’argomento

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