Beijing 2008: I rigurgiti di cazzate della Meloni e Gasparri

Dopo l’inascoltabile starnazzare della ministra Meloni e dei rigurgiti di idiozia di Maurizio Gasparri, in favore di un boicottaggio delle olimpiadi cinesi da parte degli atleti italiani non partecipando alla sfilata inaugurale, finalmente apre bocca qualcuno con quel minimo di buon senso che ai politici italici manca.

Si premette che chi scrive non da il minimo supporto al governo cinese, una sanguinaria dittatura, camuffata dai simboli della falce e martello, che accoppia le peggiori caratteristiche del capitalismo più sfrenato a quelle di un sistema politico che nega i più basilari diritti politici e della persona.

Credo semplicemente che se si avesse voluto dare un segnale forte alla Cina, non le si sarebbe dovuta affidare l’organizzazione dei giochi.

E’ l’highlander Antonio Rossi, il canoista plurimedagliato e portabandiera per l’Italia a Pechino a pronunciare le prime parole sensate:

“Penso che se veramente si voglia boicottare la Cina lo si deve fare a livello economico. Gli atleti invece sono qui solo per fare gli atleti”

Strada difficile da percorrere – sarebbe il caso di rispondere a Rossi – quando ci sono da proteggere gli interessi dei grandi investitori italiani in Cina.

Già, i soldini fanno passare in secondo piano qualsiasi violazione dei diritti umani senza alzare polemiche.

*leggi il disclaimer nella colonna destra della home prima di lasciare commenti

Annunci

13 Risposte to “Beijing 2008: I rigurgiti di cazzate della Meloni e Gasparri”

  1. andyrandy Says:

    Continuo a leggere di gente che detesta la Cina per le violazioni dei diritti umani che lì avvengono, ma che contemporaneamente definisce “starnazzare” la voce dell’unico ministro del governo Berlusconi che si sia schierato chiaramente contro i giochi in Cina.
    Per quanto riguarda poi gli atleti che si chiamano fuori da qualsiasi diatriba in materia, mi viene da dire che se tutti ce ne fregassimo di quello che avviene intorno a no, delegando qualsiasi azione e responsabilità a qualcun altro (perché c’è sempre qualcun altro responsabile, no?), si otterrebbe proprio quello che abbiamo ora: una società di merda.
    Se ogni tanto si smettesse di dire: “non mi riguarda… non sono problemi miei…” forse le cose andrebbero un tantino meglio. Di contro, mi viene in mente che forse potrei chiedere che dalle tasse che pago venisse tolto l’importo che sarà destinato allo sport in Italia, visto che io la palestra me la pago da solo e delle medaglie, dei premi agli olimpionici, e della canoa di Rossi (che personalmente ricordo soprattutto in quanto giurato delle giurie di Miss Italia perché il canottaggio non mi piace mentre le ragazze sì), me ne frego.

  2. Vedi andyrandy,
    quello che starnazza quel fascista rinnegato di gasparri e la ministra meloni sono pure cazzate perché i giochi olimpici sono i giochi olimpici e basta. Leggi l’articolo che ho scritto.
    Se queste sottospecie di analfabeti prestati alla politica avessero voluto contestare il regime cinese, lo avrebbero potuto fare molto efficacemente a livello economico.
    Ma per farlo ci vogliono le palle. Ciò che a questo governo – intento più che altro a delegittimare la magistratura e gettare tutta la colpa della situazione italiana sugli immigrati, proprio come in un regime – manca.
    E’ molto più facile aprire la bocca e dargli fiato. Così si distrae questa società di merda – e qui ti do ragione – dai problemi reali di questo paese.
    Il termine “Violazioni dei diritti umani” con cui quel buffone di gasparri si riempe la bocca, interessa non solo la Cina ma anche i paesi “campioni della democrazia” come gli Stati Uniti e l’Italia.
    Tanto che se il “rispettare i diritti umani” dovesse essere una condizione per ospitare o partecipare ai giochi si dovrebbero semplicemente cancellare tutte le olimpiadi.
    Per ciò che riguarda l’aiuto statale allo sport, credo che semmai si dovrebbero attuare politiche maggiori per garantire la pratica sportiva, specialmente ai bambini. Non tutte le famiglie italiane – diversamente da te e da me – si possono permettere di far fare sport ai figli.
    Chi nasce povero secondo te deve aver preclusa la pratica di uno sport?
    Bel concetto di Stato di Diritto e senso civico.
    Io invece proporrei prima di tutto di ridurre gli stipendi di quegli analfabeti starnazzanti dei nostri politici.
    Per quello che riguarda invece la detassazione dei premi degli atleti olimpici, sono nettamente contro. Un operaio che si spacca il culo in fabbrica, rischiando di crepare ogni giorno, paga i suoi bei contributi, e non vedo perché anche gli atleti non dovrebbero pagarli.

  3. andyrandy Says:

    Fossi in te farei un pensierino alle Olimpiadi che il CIO assegnò a Berlino nel 1936. Che ne dici, c’entrava lì la politica o no? Come ormai mi sono anche stancato di scrivere, i diritti umani riguardano ogni settore della perciò all’atleta che ha detto: “in Cina mi hanno trattato bene, quindi non vedo perché dovrei protestare”, preferisco non rispondere evitandomi così qualche volgarità che mi verrebbe spontanea.
    Che poi anche in Italia o negli Stati Uniti possano concretizzarsi delle violazioni, è possibile, e se accade vanno combattute, ma non mi risulta che da noi si eserciti la politica del figlio unico, la persecuzione dei dissidenti, la “rieducazione” di vecchiette ottantenni già sfrattate di casa e che si sono permesse di manifestare dopo aver perfino chiesto e ottenuto il permesso. E non mi risulta nemmeno che in Italia nell’ultimo anno ci siano state 10 condanne a morte eseguite con colpo di rivoltella in testa, come non mi risulta che bambinette di 5 anni vengono messe a fare sport 7 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, e se non vanno bene vengano poi sbattute fuori senza che sappiano nemmeno scrivere, e che per quelle che invece vanno bene si falsifichino i certificati di nascita per spacciare bambinette dodicenni per atlete sedicenni. E se questo è “l’aiuto statale allo sport” preferisco un milione di volte che i miei figli giochino in mezzo alla strada, senza “accademie” o “scuole”.
    E se per rispettare i diritti umani vanno cancellate tutte le Olimpiadi, lo si faccia, tanto ormai lo sport ad alto livello è diventato solo un modo come un altro per fare soldi, o magari per lanciare una bella carriera televisiva, da attrice se si ha una bella immagine, o da commentatori se si sanno mettere 2 parole in fila. I dilettanti, se non te ne sei accorto, ormai non esistono più. Ci sono solo professionisti, perciò, se si sacrificano lo fanno per i loro obiettivi, non per particolare bontà d’animo.

  4. Bravo! Oltre Berlino 36 mi ricordo bene anche i mondiali-farsa fascisti del 1934.
    Sono d’accordo con te: I diritti umani riguardano ogni settore sociale.
    Non vanno considerati un fatto compiuto, ma vanno difesi ogni giorno da chiunque li violi.
    Fra gli episodi che citi, non ti risulta anche il persistere della segregazione razziale negli USA che, a dispetto di offrire un candidato di colore, impedisce con manovre burocratiche di esprimere il diritto di voto alla maggioranza della popolazione nera?
    E il G8 di Genova – riconosciuto come la più grande violazione dei diritti umani in un paese occidentale da Amnesty International – ti risulta? In cui lo stesso gasparri, che oggi si riempie la bocca con la parola diritti umani, andò a visitare le caserme lager incitando gli aguzzini presenti insieme agli altri rigurgiti fascisti del suo partito.
    Gasparri è proprio come, Robert Ménard, il capo di Reporter Senza Frontiere, lo pseudo difensore dei diritti umani che ha interrotto la cerimonia olimpica ad Atene, sventolando la bandiera olimpica con le cinque manette e che poi difende apertamente la tortura quando chi la pratica è chi lo paga (Usa).
    Ecco qua due link che descrivono l’operato di questo “esemplare difensore” dei diritti umani:

    (http://www.gennarocarotenuto.it/2112-reporter-senza-frontiere-robert-menard-e-la-contestazione-alle-olimpiadi)
    (http://www.gennarocarotenuto.it/1285-reporter-senza-frontiere-si-alla-tortura )

    Spara le tue cifre anche per gli states. Delle loro 42 esecuzioni nel solo 2007. Del loro concetto di sport con la centralità della vittoria e del business sopra ogni cosa.
    Con quel che dico non difendo minimamente la Cina, paese capitalista con dittatura di partito e prova vivente che il capitalismo non è sinonimo di democrazia. Anzi.
    Per aiuto statale allo sport si intendono i contributi atti a garantire il principio dell’accessibilità allo sport per tutti.
    Sicuramente alcuni sport sono diventati un grande business economico, ma non tutti, perché nel mio anche i professionisti ricevono un rimborso irrisorio (500 euro, se va bene) ad ogni torneo che vincono. I soldi sono l’ultimo pensiero di questi sportivi, rappresentati dalla maggioranza degli “sport minori”.

  5. andyrandy Says:

    Ma per favore! Davvero vuoi paragonare il governo Americano con il regime cinese? Per carità, lungi dal sostenere che gli USA siano un “mondo perfetto”, anzi. La loro società totalmente consumistica, vuota di tradizione e valori, non mi piace proprio, ma sostenere che la libertà negli States sia paragonabile a quella in Cina, nemmeno è commentabile: fa ridere.
    In America, fino a prova contraria, puoi dimostrare dove, come e quando ti pare. Puoi scrivere quello che ti pare. Dire quello che ti pare. Fare quanti figli ti pare. Trascinare in tribunale multinazionali potentissime ed ottenere risarcimenti faraonici se hai un buon diritto (es. i produttori di sigarette). Ci sono delle associazioni dei consumatori che, ben diverse dalle nostre, possono mettere paura a chiunque. I sindacati americani eleggono i presidenti. I giornalisti, con la totale libertà di stampa di cui godono, possono farli cadere.
    Ci sono le “schifezze” anche lì? E certo, ma lì hai anche qualche mezzo per combatterle. E se a Guantanamo fanno le porcherie, devono stare attenti che non se ne accorga nessuno, perché se capita ti becchi 30 anni se va bene e l’ergastolo se va male. Poi te lo sconti pure.
    Resistono negli USA atteggiamenti razzisti? Sicuramente sì. Quelli purtroppo ci sono in tutto il mondo, ma non sarà mica un caso se Barack Obama concorre alla presidenza (che lì conta qualcosina se non altro perché tiene il ditino sui pulsantini delle bombette termonucleari), e quanto meno la metà della popolazione americana lo appoggia!
    Capiamoci, non sto facendo l’osanna degli USA. Lungi da me!!! Ma bisogna anche essere un minimo obiettivi. E se negli States ancora si eseguono condanne a morte (per fortuna non in tutti gli stati), un forte movimento d’opinione si può liberamente esprimere contro questo orrore. Un’altra cosa sono 10.000 (mi erano saltati 3 zeri per distrazione nel precedente post) colpi di pistola in testa solo nel 2007, in Cina, senza che nessuno si possa nemmeno permettere di dire ah o bah, altrimenti rischia che il numero aumenti. E se tu ed io stiamo qui a parlare, a scontrarci, con idee diverse, e non rischiamo per questo di essere deportati in un bel campo di “rieducazione”, è perché non siamo cinesi. Oggi domani, se ci gira, potremmo anche fare 5 figli, e avranno tutti diritto alla scuola pubblica, e alla copertura sanitaria che, non sarà di prim’ordine, ma è sempre meglio che crepare di tubercolosi perché sei “secondo” figlio (magari uno schifo di femmina) e lì per lo stato non esisti. E se in America prendi una vecchietta e la sbatti fuori da casa sua senza risarcimento perché ci devi fare uno stadio, ti arrestano invece di mandare un’ottantenne in un capo di rieducazione.
    In tutto questo, credimi, quello che mi fa incazzare è la cecità che si usa in nome dell’ideologia. A me se uno è un porco, anche se vota per il mio stesso partito, sempre porco mi appare. E spero si levi di torno, che venga cacciato, perché è un porco, e non me ne frega niente se all’apparenza dice di essere un libertario, perché le chiacchiere contano poco, i fatti molto di più, e io continuerò a urlare forte che è e resta un porco anche se nella scheda elettorale facciamo una crocetta sullo stesso simbolo.
    Può essere che Gasparri e la Meloni siano due semi-deficienti, ma riguardo a queste Olimpiadi in Cina hanno avuto le palle per esporsi, subito “segati” da tutti i benpensanti, di destra e di sinistra. E io ho molto ammirato Sansonetti, che l’ha capito e l’ha detto. Mentre ho trovato detestabili tutti quelli che, solo per interesse personale, sono partiti all’attacco. Se le parole dei due semi-deficienti le avesse pronunciate Ferrero, tu come le avresti prese? Dire poi che invece di parlare dovevano smettere di fare affari con la Cina, è comico, perché credo proprio che nessuno dei due abbia la benché minima voce in capitolo sugli accordi commerciali in atto (moltissimi grazie al governo Prodi di cui Ferrero faceva parte). Prova ne è la subitanea reazione di Berlusconi che ha immediatamente tenuto a precisare che le parole della Meloni erano una posizione personale e isolata. E quelle di Frattini, che l’ha subito bacchettata, in compagnia di Veltroni e soci, con due paroline spese anche dall’UDC e già che si trovavano anche da Bossi e da Di Pietro. Un “tutti insieme appassionatamente” che avrebbe dovuto far scattare mille campanelli d’allarme a chi è in buona fede.
    Ora, a te la Meloni e Gasparri possono stare fortemente sulle palle ma, come ha scritto Sansonetti, boicottare la Cina NON è di destra.
    Detto questo, mi sposto sul discorso “sportivi”.
    Praticamente tutti quelli che sono andati alle Olimpiadi, sono in carino allo Stato, in vari corpi militari. Significa che ricevono uno stipendio per allenarsi. Certo, non sarà tanto, ma è comunque uno stipendio per fare quello che ti piace, che non è cosa da tutti. E tra Russo che è poliziotto e viene pagato con lo stesso stipendio di un poliziotto che rischia la pelle contro la ‘ndrangheta, penso che Russo campi meglio.
    Inoltre, se poi sei bravo e vinci una medaglia, arrivano gli sponsor, e qualche altra cosina la metti insieme. Tanti soldini se hai il fisico della mia amata Kostener, o quello comunque messo molto ma molto bene della Pellegrini (un po’ troppo alta per me).
    Dici che nel tuo sport gli atleti ricevono solo 500 euro per i tornei che vincono. Okay. Io faccio calcetto, e pure un sacco di tornei, dove spesso il premio è uno coppaccia di vero-finto argento, o 300 euro da dividere tra tutti. E allora? Continuo a farlo perché mi piace (ora no perché sono un po’ rotto causa moto). E questo è quanto.
    Poi, se vogliamo discutere dell’accessibilità allo sport per tutti, non vedo questa situazione così tragica in Italia. Certo, siamo ancora lontani dagli standard tedeschi, ad esempio, ma penso che negli ultimi 30 anni le cose siano completamente cambiate se mio padre giocava a pallone in mezzo alla strada e io l’ho sempre fatto in campetti ben tenuti, e sento raramente di ragazzini disperati perché non possono fare sport, mentre sento spesso di ragazzini che fanno troppi sport, e sono stressati.
    Detto questo, penso che si possa vivere benino anche senza avere il tennis gratuito. Sicuramente si campa meglio dei contadini cinesi che si suicidano perché hanno completamente perso il raccolto: l’acqua gli è stata chiusa perché serviva per i Giochi.
    Viva lo sport!

  6. Peccato che tutte le libertà e lo stile di vita degli americani che citi sono mantenute grazie ad un atteggiamento profondamente antidemocratico in politica estera.
    Libertà di espressione negli Stati Uniti? Probabilmente hai ragione tu, è maggiore che in Cina, almeno fino a che non rompi troppo i coglioni al sistema.
    Proprio oggi 200 persone sono state arrestate perché alla convention dei democratici manifestavano pacificamente contro la guerra in Iraq. Ti ricordi il giornalista licenziato per le foto alle bare dei soldati di ritorno dall’Iraq.
    Abbiamo visto anche come i soldati americani pagano delle porcate che fanno. Sia in Italia quando, giocando a fare i top gun, abbatterono la funivia del Cermis, che in Iraq con Callipari.
    Godono di piena impunità in ogni scenario in cui operano. Tant’è che sono proprio gli Stati Uniti gli unici a non aver firmato il trattato per la creazione di una corte internazionale di giustizia militare, per il giudizio di tutti i crimini fatti da militari all’estero.
    La vecchietta americana ottantenne che viene sfrattata si attacca al cazzo se non cha l’assicurazione.

    Quanto ai burocrati di partito di Pechino, interessati solo al mantenimento del loro status quo in culo ai contadini cinesi, non li ho mai difesi. Ho fatto la mia tesi sull’evoluzione del settore agricolo cinese dal ’49 ad oggi. Quindi se da un lato si può affermare che nei primi 30 anni, GRAZIE ALLA RIVOLUZIONE, la condizione dei contadini cinesi migliorò innegabilmente rispetto alla condizione di sostanziale schiavitù precedente alla rivoluzione – Tanto per citare un dato molto indicativo la vita media di un contadino cinese passò da 25 a 65 anni – dall’altro riconosco che è stata proprio la classe contadina a pagare altissimi prezzi per le disastrose sbandate del timoniere Mao, le lotte di potere all’interno del partito così come i costi sociali del passaggio all’economia di mercato.
    Probabilmente la fine di questo regime potrà avvenire solo con una nuova sollevazione della classe contadina.

    Come già avevo scritto, ciò che non sopporto è l’ipocrisia di questi pseudocampioni dei diritti umani, che come Robert Ménard (capo di Reporter senza frontiere) interrompe la cerimonia di consegna della torcia ad Atene, entrando con la bandiera olimpica con le manette, e poi sostiene la legittimità dell’uso della tortura a Guantanamo e Abu Grajib.

    Se le affermazioni di gasparri le avesse fatte Ferrero, lo avrei crocefisso.
    La mia non è ideologia. E’ convinzione. Pur avendo la possibilità di “mangiare” con la politica a patto di fare la tessera, non l’ho mai fatto. La mia tessera ce lho stampata sul mio cuore rosso.

  7. andyrandy Says:

    Ma dai, uno che si firma Soviet parla degli americani antidemocratici in politica estera? Su, su… altrimenti comincio dall’Angola, passo per Praga, e ci facciamo mezzo giro del mondo litigando . Se invece sostieni che gli americani di politica estera capiscono poco, e quando si muovono lo fanno male, sono d’accordo con te.
    Poi, che tu abbia o meno un cuore, una tessera, un vestito, o quant’altro rosso, è nei tuoi diritti, e ci mancherebbe pure. E nemmeno voglio convincerti di nulla questo perché, a differenza tua, penso che tutte le posizioni possano avere un fondo di bontà, anche quelle che io capisco poco. Che è esattamente l’opposto di quello che fai tu, che parli per certezze. Quasi per dogmi.
    Inoltre, continuo a non capire perché le affermazioni di Gasparri e della Meloni su piccoli gesti che atleti e tifosi avrebbero potuto fare in Cina a favore dei diritti umani negati, ti abbiano irritato tanto. Temo che tutto si giustifichi esclusivamente dall’appartenenza politica dei due in questione. Da parte tua, quindi, solo una nettissima discriminazione ideologica.

  8. Mò va la!
    Soviet significa consiglio. Non fare lo gnorri!

    Ai paesi che citi tu potrei aggiungere la pressoché totalità dei paesi sudamericani – dove la Cia ha fatto l’inferno – oltre che un certo paese di nome Vietnam.

    Mi irritano le persone che usano due pesi e due misure per situazioni identiche ma fronti contrapposti.
    Guarda il mio post sulla faccenda osseta.

  9. andyrandy Says:

    No dai, non fare il paraculo tu 🙂
    Ti ripeto, però, che non c’è mica niente di male. Poi, ripeto anche che nessuno discute gli errori allucinanti in politica estera degli americani, grazie ai quali ci ritroviamo un integralismo islamico da paura che si sta spargendo a macchia d’olio, e che potrebbe essere inesistente se in passato gli States fossero stati capaci di concludere qualcosa riguardo alla questione palestinese, e non solo (mi riferisco anche all’Iran, ai tempi dello scià, e successivamente all’Iraq quando per via degli errori con l’Iran gli americani consideravano Saddam un alleato). Però, se ci mettiamo a fare la gara sul totalitarismo in politica estera tra urss e usa, tu perdi 🙂
    Inoltre, sempre per ripetermi, a me gli americani non stanno simpatici, né mi piace la loro società, ma non sono loro la causa di tutti i mali e, sicuramente, se devo scegliere tra un liberismo senza regole e un totalitarismo sul modello DDR, non ho dubbi e scelgo il primo, perché preferirò sempre morire di fame libero piuttosto che riempirmi lo stomaco da schiavo.
    PS. Hai visto il film “le vite degli altri”? Se non l’hai visto, ti prego di farlo. Il film è bellissimo in ogni caso e ha vinto pure una marea di premi. Ecco, lì puoi veramente “respirare” l’aria che oggi respirano i cinesi, anche se il film non è ambientato in Cina.

  10. Trasformismo senza pudore Il comportamento del camaleonte che cambia pelle ogni anno è una vecchia tradizione della politica italiana, sin dai primordi dell’unità, ma il Presidente di Alleanza Nazionale ha passato ogni limite, in primo luogo di buon gusto. Affermare che l’antifascismo deve entrare nel “patrimonio” culturale della destra, e sottolineare che nessun partito di destra lo ha mai fatto suo, prima di AN, è un paradosso ed una menzogna: il Partito Liberale è stato sempre antifascista, fino a rifiutare ogni possibile intesa col MSI. Il Presidente Fini è libero di ribadire che “il fascismo è stato un male assoluto”, anche se questo aforisma è un falso. Nella nostra cultura cristiana, soltanto Satana è il “male assoluto”. Non lo è nemmeno il comunismo: figurarsi il fascismo, alla luce dei valori su cui si fonda lo Stato etico. Il fascismo è stato un regime autoritario, ma non totalitario, come ha riconosciuto la storiografia più matura (De Felice), ed ha acquisito parecchi meriti in campo previdenziale, sociale ed assistenziale; nella realizzazione di grandi infrastrutture; nella stipula del Concordato; e così via. Fini dovrebbe vergognarsi di fare il camaleonte per bassi interessi personali ormai evidenti, e di farlo in modo così smaccato. Se avesse un minimo di coerenza morale e di pudore, dovrebbe dimettersi e chiedere l’iscrizione al Partito Democratico, dove sarebbe accolto a braccia aperte unitamente alla lecca piedi pedissequamente della Meloni.

  11. La farsa dell’obelisco

    Axum è un nome che nulla dice agli ignari ed agli immemori, ma è tornato alla ribalta nel momento in cui l’Italia ha onorato un impegno di vecchia data con l’Etiopia, restituendo l’omonimo obelisco in granito: nemmeno a farlo apposta, la cerimonia di inaugurazione ha avuto luogo, alla presenza del Sottosegretario agli Esteri Mantica e del Presidente etiope, ad appena cinque giorni dalla visita di Berlusconi a Gheddafi e dalla contestuale restituzione della Venere di Cirene al Governo libico.

    La grande stampa ha prontamente esaltato l’avvenimento, non senza ricordare che l’obelisco, dopo la guerra coloniale degli anni trenta, era stato oggetto di “trafugazione” da parte del Governo fascista. In effetti, la storia del monumento è davvero paradossale: dopo decenni di attese e di trattative inutili, la spedizione era già avvenuta nel 2005, con tre viaggi aerei a mezzo di vettori russi, previa scomposizione del materiale in tre blocchi da circa venti tonnellate cadauno, non essendo stato possibile trovare un mezzo capace di riportare a casa l’intero obelisco (non è fuori luogo rammentare che il monolite del Foro Italico in marmo bianco, pesante quasi 300 tonnellate, fu trasportato da Carrara a Roma all’inizio degli anni trenta per via terrestre, marittima e fluviale).

    I lavori di ripristino, effettuati sul posto da specialisti italiani, sono durati tre anni, con un costo pari a cinque milioni di euro: cifra minima rispetto ai cinque miliardi di euro donati a Gheddafi per il “risarcimento” dei danni coloniali, ma pur sempre notevole per un semplice lavoro di restauro.

    Gli aspetti farseschi della vicenda non debbono far dimenticare la vera sostanza del problema, che riguarda la restituzione delle opere d’arte sottratte alle sedi originarie in occasione di vicende belliche. Al riguardo, fermo restando che sul reale diritto di proprietà di tali opere si potrebbe a lungo discutere, anche dal punto di vista formale (basti pensare all’atteggiamento assunto dal Governo britannico nella lunga “querelle” con la Grecia a proposito dei marmi del Partenone), non è chi non veda come la questione sia, anzi tutto, di natura etico-politica, e coinvolga tutti i casi in cui le opere in parola siano state oggetto di “usurpazione”.

    Le eccezioni non costituiscono una deroga alla legge del possesso, che trova applicazione in gran parte dei casi. Quanto all’Italia, non serve obiettare, come si è scritto, che nel 1815 i cavalli di San Marco trasportati a Parigi da Napoleone fossero restituiti a Venezia: come tutti sanno, la Serenissima non esisteva più, l’Italia era di là da venire, Bonaparte era caduto definitivamente nella polvere di manzoniana memoria, e la Santa Alleanza sorta dal Congresso di Vienna aveva avuto buon giuoco nel pretendere da Luigi XVIII un gesto riparatore di chiara valenza simbolica.

    Diciamo la verità: le restituzioni di opere come la Venere di Cirene o l’obelisco di Axum appartengono ad una prassi certamente minoritaria. Basta andare al Louvre per rendersi conto di quali e quante siano le statue o le pitture sottratte ad altri: la Nike di Samotracia o l’antichissima pantera in diorite nera dell’Egitto non sono certamente attribuibili ad artisti francesi. La questione, caso mai, è un’altra, ed investe l’ordinamento giuridico internazionale, o meglio, le sue carenze in questa materia: in effetti, salvo casi particolari, non esistono obblighi a questa od a quella “restituzione”, pur sussistendo motivi di opportunità o più raramente, di singolari sensibilità, in cui l’Italia ha dimostrato di voler eccellere.

    Qualcuno ha precisato che, vantando una disponibilità del patrimonio artistico pari alla metà di quello mondiale, l’Italia non ha problemi nel promuovere le restituzioni di competenza: osservazione obiettivamente miope, perché nella fattispecie si tratta di una questione di principio, e non certo di valore venale. Caso mai, ci sarebbe da dire che l’atteggiamento italiano non dovrebbe restare fine a se stesso, né tanto meno, costituire una manifestazione di inferiorità politica, ma tradursi nell’impegno a farne un paradigma di riferimento per tutti, da perseguire nelle competenti sedi internazionali, a cominciare dall’Unesco.

    Il valore dell’arte autentica, secondo la pertinente definizione di Kant, è certamente universale. Da questo punto di vista, si può accettare anche il principio della restituzione, che suffraga l’appartenenza delle opere d’arte al patrimonio culturale e spirituale dell’umanità, ma a patto che non venga strumentalizzata, al servizio di interessi contingenti e della bassa demagogia.

  12. Condivido Corrado.
    Non c’è niente di peggio di un finto fascista pentito. Sono i peggiori.
    Sul fatto che parte della dottrina di giurisprudenza (De Felice) considera il fascismo un regime autoritario ma non totalitario – perchè ad esso (secondo il De Felice) mancavano i caratteri di terrore di massa e di controllo assoluto di ogni sfera sociale.
    Beh qui si tratta di un parere, per quanto autorevole, che si scontra con altre teorie discordanti.
    Personalmente, parlando con alcuni miei parenti nati e cresciuti nel ventennio so per certo che dall’asilo, alla scuola elementare, per passare agli altri gradi di istruzione, bambini e ragazzi venivano letteralmente imbottiti delle fandonie che vomitava quel piccolo uomo pelato tanto da convincerli a diventare soldati (balilla) e a prendere le armi già da adolescenti durante la seconda GM. Secondo me, un regime che crea bambini soldato è un regime totalitario.

  13. Ciao Marialaura,
    anche io ignoravo del completamento della restituzione dell’obelisco al popolo etiope. Mi risultava che fosse già stato restituito.
    E’ triste dirlo ma il governo dello psiconano in questo settore del diritto internazionale potrebbe aver aperto la strada alle giuste pretese dei paesi ex colonie.
    Questo sia con il giusto risarcimento dei danni coloniali alla Libia, che con la restituzione dell’obelisco di Axum.

    P.S. il link che hai messo purtroppo non funziona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: