E chi nun magna le “LUMACHE”!!!

Per la serie potevamo stuprarvi con oggetti speciali, ma invece!!!!!

Si, cari buongustai, anche in RPMN è possibile gustare delle saporitissime ESCARGOTS, tanto apprezzate dai française.

A me non risulta che le chiocciole appartengano alle specie protette, o necessitino di particolari permessi di raccolta, comunque, dato che il mondo è bello perchè è vario e bastardo, invito ad informarvi su normative vigenti nella vostra zona!!

Le chiocciole si raccolgono dopo la pioggia o nelle prime ore della giornate, quando c’è la guazzera (rugiada per capirci)lungo i muri a secco, le siepi e via dicendo.

Consideratene da trenta a cinquanta a commensale, se ne avete uno particolarmente vorace comprate pure una corona di salcicce e dategli quella.

La raccolta risulta abbastanza semplice, vi fate una passeggiatina, portandovi un secchio e, a meno che non siate particolarmente lenti, quelle che vedete di dimensioni accettabili, prendete.

ESCARGOT della RPMN

Raccolta la materia principe, si passa al trattamento, ossia allo spurgo.

Le nostre chioccioline dovranno rimanere a digiuno per tre giorni, in un recipiente sufficientemente largo, coperto con una rete per evitare che scappino, e lavate con aqua corrente, per togliere tutte le loro cacchine, due tre volte al giorno.

Passati i tre giorni si passa alla mattanza, ossia alla fase finale della pulizia.

Questa fase è molto delicata, da essa dipende l’esito finale.

Le nostre chiocciole devono essere immerse in acqua salata, al contatto con essa cominceranno a secernere il muco protettivo. Ogni 20 minuti risciacquate tutto con acqua corrente.

Ripetete l’operazione fino a quando le bestioline non avranno più muco da secernere.

A questo punto siamo pronti per la cottura.

Trovate una pentola abbastanza grande da contenerle tutte, preparate un trito di cipolla e carota, che farete soffriggere in olio extra+, aggiungete rametti di finocchietto selvatico e le chiocciole, peperoncino, passato di pomodoro, e regolate di sale, lasciate cuocere a fuoco basso, per una mezzora, per far rassodare la salsa.

Pane fresco per la scarpetta e stecchini per frattare le bestiole dalle casette e buon appetito.

Il compito della scelta dei vini al nostro soviet, previo assaggio per evitare cazzate nell’abbinamento.

3 Risposte to “E chi nun magna le “LUMACHE”!!!”

  1. Purtroppo non le ho mai assaggiate, quindi non sono sicuro dell’abbinamento corretto. Essendo pur sempre dei molluschi, anche se terricoli, è comunque d’obbligo un bianco. Un vermentino sardo o ligure, per via della sua sapidità accentuata, credo possa andar bene. Così come un verdicchio od un verduzzo friulano (acidità accentuata). Per andare sul sicuro uno spumante brut.
    Bisognerebbe provare! Quando le fai lasciamene qualcuna.

  2. il procedimento suggerito prevede due tipi di inutile tortura: Una,purgarle nel sale!! Quando mai! Si mettono in gabbiette con della semola per una decina di giorni. Questa operazione è indispensabile perché si elimini ogni erbetta che per noi potrebbe essere velenosa.L’altra tortura è cuocerle lentamente in padella. Si devono invece gettare in acqua bollente dove moriranno in brevissimo tempo. Poi ognuno si regoli come crede

    • Non sono io il cuoco. Ma da come ho capito le gabbiette con la semola vengono prima prima. Bisogna comunque far spurgare la bava con acqua e sale. Lo so che per le lumachina non dovrebbe essere il top. Dopo il sale sono comunque già morte. Il passaggio in padella è solo per insaporirle

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