Le quattro giornate di Milano
Mi scuso con il Soviet Supremo Riunito per aver disertato il blog, ma cause di forza maggiore, mi hanno costretto ad assentarmi per quattro giorni dai sacri confini dell’amata RPMN, per portare a termine una missione segreta nel cuore finanziario d’Italia: la iperattiva, ed anche un po’ [tanto] schizzata, Milano.
Mi piacerebbe dire che il soggiorno rientrava nel piano di un blitz delle forze armate della RPMN nella vicina Arcore, ma la verità è che sono stato schiavizzato da mia sorella, che da due anni risiede nella città della madunina, per il trasloco di ritorno estivo a casa.
A dir la verità non sono stato un gran turista e, anche per sfuggire all’intensa calura, ho trascorso molte ore stravaccato sotto qualche albero di Parco Sempione assorbito nella lettura, insieme alla fedele compagnia di un birrozzo ghiacciato.
Però questi quattro giorni di cazzeggio – sinceramente pochi per capire qualcosa di una città – mi hanno mostrato una città molto attiva, che offre grandissime opportunità in moltissimi settori, specialmente ai giovani. Una situazione in nettissimo contrasto con ciò che accade nella maggior parte del paese.
Dall’altro lato farsi una vasca in alcune vie centrali della città (ad es. Montenapoleone) rappresenta un viaggio ai confini della realtà, dove regna l’ostentazione stomachevole di un lusso esagerato alla briatore.
In ultimo vi do due preziosi consigli:
1) Attenti all’onnipresente “Polizia Locale”; una sorta di implacabili Sceriffi milanesi impegnati a fare cazziatoni e multe a raffica. Non salvano nessuno, nemmeno a chi cha il Cayenne. Di cui, con sommo gusto, ho assistito ad un sequestro.
2) Siate preparati quando transitate nei pressi della Stazione Cadorna: Ocio a non imbambolarvi al passaggio di qualche stormo di modelle supergazzellone rischiando di finire incarrati.
